CRESY CARADONNA
Le Masciàre di Bari Vecchia sono figure leggendarie del folklore locale, donne comuni di giorno che, secondo la tradizione, si trasformavano in gatte nere di notte grazie a un "olio masciaro". Si riunivano per riti notturni presso il suggestivo "Arco delle Streghe" (o Arco delle Masciàre) nei pressi di Corte Cavallerizza. Erano temute e cercate per guarigioni o incantesimi.
L'arco delle Streghe (detto anche u-àrche de la Masciàre) è un pittoresco passaggio di epoca medievale situato in corte Cavallerizza, stretto vicolo che collega la Cattedrale alla banchina del Castello.
Le Masciàre
di Bari Vecchia
Di giorno mani al pane, al filo, alla preghiera,
donne di vicoli bianchi e gerani sui balconi.
Di notte la pelle si fa ombra, l’olio masciaro scivola,
e Bari Vecchia trattiene il fiato.
Sotto l’Arco delle Streghe, a Corte Cavallerizza,
la luna le chiama per nome.
Artigli di seta, occhi di brace,
gatte nere sui tetti di tufo.
Temute e cercate, tra sputi e preghiere,
sapevano di erbe amare e lune storte.
Scioglievano febbri con un soffio,
legavano amori con un nodo di vento.
Non erano sante, non erano demoni:
erano il sussurro della città quando dorme,
il confine sottile tra cura e incanto,
tra la maledizione e il miracolo.
Ancora oggi, se passi piano,
senti un miagolio dietro la pietra:
Bari non scorda le sue figlie notturne.
Lascia il mistero vivo: quel miagolio dietro la pietra che continua ancora oggi.
Non chiude la porta alle masciare, le lascia camminare nei vicoli quando Bari dorme.
di ©Cresy
Crescenza Caradonna
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